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April 10
.....Era il mio primo giorno di Lavoro alla Modiform Gruppo Olivetti....ero teso emozionato proiettato in una realtà ancora sconosciuta....Conoscevo i miei futuri colleghi.....vedevo gli impiegati che ci guardavano come un padre guarda il proprio figliolo che compie i primi passi...è incerto traballante..cade..si alza fa un sorriso e continua il suo cammino. Iniziava un percorso pieno di belle prospettive...Si era giovani ,l'elettronica andava bene... Ci aspettavano mesi duri , ma dentro di me c'era la voglia di emergere...di mettere in pratica ciò che a scuola si studiava ma che molti credevano fossero solo chiacchiere.. Avevo la possibilità di affermarmi in ambito lavorativo, crearermi una mia identità...Non ero più il classico diplomato disoccupato...a tre anni dal diploma avevo una grossa chanche. E pensare che fui chiamato tramite scuola senza fare la classica domandina e sperare in un miracolo....Il Miracolo ci fu è fu autentico. I primi tempi erano duri ma li ricordo con immensa gioia...6 mesi in aula a studiare a capire che cos'è il concetto di Fabbrica...A capire che non era un posto solo dove lavorare...ma era un luogo dove si impara a VIVERE....ci si scontra con l'anziano ormai privo di stimoli ci si rende conto che ormai il Concetto di Fabbrica Logorante sta cambiando perchè forse sono le persone che cambiano... Avevamo la stima dei vertici Aziendali....era 20 anni che nn si assumeva e noi eravamo una scommessa. La si stava vincendo perchè nonostante tutti i problemi l'azienda era viva anche perchè chi ci guidava credeva nell'azienda ed in cosa poteva essere. Passavano gli anni...io facevo sempre più esperienza....svegliarmi alle 5 del mattino non era un peso..andavo al lavoro col sorriso con la voglia di fare di crescere..era la mia seconda casa. Questo lo è stato sempre anche quando nel corso degli annu le cose si mettevano male...ero sempre ottimista fiducioso e facevo il mio dovere sempre....nonostante mi dicessero" Ma chi to fa fa?". Purtroppo è la mia indole non la posso cambiare..a volte avrei voluto essere strafottente ....forse mi sarei dannato di meno...non so. Ricordo tutto con piacere e spesso mi scOntro con chi ha i preconcetti su una fabbrica che campava solo aiutata dallo Stato e che lavorativamente parlando non valeva nulla... CHE SI SAPPIA IN GIRO NOI DELLA MODINFORM/IXTANT/IXFIN COME QUALITA' DI LAVORO SIAMO USCITI A TESTA ALTA E POSSIAMO INSEGNARE MOLTO!!!!. A DIFFERENZA DEI PSEUDO IMPRENDITORI E POLITICI CHE HANNO POI DISTRUTTO UNA REALTA' LA NOSTRA REALTA!! DI QUESTI PERSONAGGI NN NE VOGLIO PARLARE PIU' NON MERITANO TANTE ATTENZIONI SOPRATTUTTO IN QUESTO GIORNO TRISTE PER LA TRAGEDIA DELL'ABBRUZZO
February 13
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Crisi aziendali, ecco il piano
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Legge sul lavoro: nel regolamento aiuti ai processi di innovazione tecnologica
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Programmi di riqualificazione e reinserimento lavorativo degli operai; sostegno finanziario ai processi aziendali di trasformazione organizzativa e di innovazione tecnologica; incentivi per l'avvio di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo o per favorire l'assunzione, con contratti a tempo indeterminato, di lavoratori licenziati o a rischio di disoccupazione. Sono solo alcune delle misure del nuovo piano d'azione regionale per gestire le crisi occupazionali contenute nel regolamento attuativo del testo unico sul lavoro. Il provvedimento, che porta la firma dell'assessore Corrado Gabriele, sarà sottoposto oggi all'esame delle commissioni congiunte terza (Attività produttive) e sesta (Formazione e lavoro), per poi approdare in aula assieme alla legge. Tra le novità, la previsione di voucher formativi (un minimo di 120 ore di formazione) per i soggetti in cerca di occupazione da almeno trentasei mesi e per chi intende creare nuove imprese.
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antonella autero
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Un programma per prevenire le crisi occupazionali e un piano d'azione per gestirle. L'assessore regionale Corrado Gabriele, li ha previsti nell'ottava parte del regolamento attuativo del suo testo unico sul lavoro che oggi concluderà l'iter nelle commissioni congiunte Terza (Attività produttive) e Sesta (Formazione e lavoro). In via preventiva, la Regione, avvalendosi dell'Arlav (l'agenzia campana per il lavoro), delle Province e degli enti bilaterali, effettuerà un monitoraggio periodico dell'andamento del mercato del lavoro per rilevare settori ed aree produttive o territoriali ad elevato rischio occupazionale; promuoverà progetti diretti alla riqualificazione e alla conversione professionale dei lavoratori più esposti al rischio di esclusione e uscita dal mercato del lavoro; sosterrà, anche finanziariamente, processi aziendali di trasformazione organizzativa, conversione produttiva, innovazione tecnologica per il mantenimento dei livelli occupazionali.
MISURE DI SOSTEGNO
Una volta accertata, a livello territoriale o settoriale, l'esistenza di situazioni di gravi crisi occupazionali, la Regione metterà in atto il Piano d'azione sociale predisposto dall'assessore regionale competente in materia e presentato alla Giunta per l'approvazione. Il Piano potrà prevedere programmi diretti a favorire la riqualificazione e il reinserimento dei lavoratori interessati da crisi occupazionali; progetti volti a sostenere, anche finanziariamente, processi aziendali di trasformazione organizzativa e di innovazione tecnologica, nonché incentivi alla trasformazione di imprese in crisi organizzate in forma di società di capitali in nuove imprese cooperative, anche per consentire l'inserimento in qualità di soci di soggetti svantaggiati, di giovani inoccupati e disoccupati e di lavoratori fuoriusciti dal ciclo produttivo. E ancora: incentivi finalizzati a promuovere l'avvio di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo da parte dei lavoratori interessati da crisi occupazionali, con particolare riferimento alle iniziative nei settori emergenti e quelli in cui si prevedano potenzialità di sviluppo occupazionale nel medio periodo; incentivi per favorire l'assunzione, con contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale, di lavoratori a rischio di disoccupazione o licenziati a seguito di crisi occupazionali; contributi per la frequenza da parte dei lavoratori di corsi di riqualificazione; misure volte a favorire la negoziazione di forme di capitalizzazione e di integrazione del reddito dei lavoratori sospesi o licenziati, non beneficiari di trattamenti di natura pubblica, diversi dalla disoccupazione ordinaria.
CERTIFICATO AQL
Sarà data precedenza alle imprese che, sono entrate in possesso del certificato "Alta Qualità del Lavoro" (un bollino blu che il testo unico di Gabriele assegna alle aziende rispettose di precisi standard di stabilità e crescita dimensionale dell'impresa) dopo aver avuto accesso agli incentivi previsti dal terzo asse di intervento (contributi per le Pmi impegnate in percori di emersione). Seguiranno le imprese che, dopo aver ottenuto il certificato Aql, si sono impegnate a migliorare ulteriormente la qualità del lavoro; e, infine, le aziende che hanno ottenuto il certificato e che si sonoimpegnate a mantenere i livelli attuali di qualità del lavoro.
Incentivi ai lavoratori e alle Pmi • Programmi diretti a favorire la riqualificazione e il reinserimento dei lavoratori interessati da crisi occupazionali • Progetti volti a sostenere, anche finanziariamente, processi aziendali di trasformazione organizzativa e di innovazione tecnologica • incentivi alla trasformazione di imprese in crisi organizzate in forma di società di capitali in nuove imprese cooperative • incentivi finalizzati a promuovere l'avvio di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo da parte dei lavoratori interessati da crisi occupazionali, con particolare riferimento alle iniziative nei settori emergenti e quelli in cui si prevedano potenzialità di sviluppo occupazionale nel medio periodo • incentivi per favorire l'assunzione, con contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale, di lavoratori a rischio di disoccupazione o licenziati a seguito di crisi occupazionali • contributi per la frequenza da parte dei lavoratori di corsi di riqualificazione • misure volte a favorire la negoziazione di forme di capitalizzazione e di integrazione del reddito dei lavoratori sospesi o licenziati, non beneficiari di trattamenti di natura pubblica, diversi dalla disoccupazione ordinaria
In cantiere, tra le altre azioni, programmi volti a favorire la riqualificazione e il reinserimento dei lavoratori interessati da crisi occupazionali | | |
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Caserta
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la crisi economica
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Incontro a Roma per l'occupazione
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Accordo di programma per il rilancio produttivo: ieri vertice nella Capitale
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Nuovo incontro ieri mattina a Roma al Ministero dello Sviluppo sull'accordo di programma per il rilancio produttivo ed occupazionali dei siti industriali in crisi. Nella Capitale i rappresentanti della Regione, della Provincia, di Confindustria Caserta, dell'Asi e dell'Invitalia. Quindi le parti sociali con Cgil, Cisl e Uil. Dal Governo confermato l'impegno finanziario. Chiesto un tavolo con il Ministero del Lavoro per salvaguardare i livelli occupazionali.
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maria beatrice crisci
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"L'importante appuntamento capitolino ha avuto l'obiettivo di fare il punto sulla situazione attuale dopo circa un anno dalla firma dell'accordo". A parlare è Basilio Foglia della segreteria Cgil di Caserta ieri nella Capitale presso il Ministero dello Sviluppo Economico per partecipare all'incontro del Gruppo di Coordinamento previsto dall'intesa. Con Foglia, anche, il collega della Uil di Caserta Pietro Petrone. Quindi per il Ministero Giampiero Castano, per la Regione Campania Giuseppe Napoletano, per la Provincia l'assessore alle Attività Produttive Franco Capobianco, per Confindustria Caserta Lorenzo Chiello, per l'Asi Vincenzo Cappello nonché i rappresentanti del Consorzio Socratis e di Invitalia. Commento affermativo per l'esito della riunione del Tavolo di Coordinamento e del Gruppo di Lavoro, anche da parte dell'assessore Capobianco: "Il tavolo territoriale era preparato all'incontro che si è dimostrato positivo sotto diversi aspetti. Innanzitutto, il Ministero ci ha confermato l'impegno economico dopo una attenta valutazione dello stato di avanzamento del progetto e dello stato di cantierabilità dello stesso. Ora bisogna andare avanti in una duplice direzione: sul processo della reindustrializzazione, ma anche sul piano occupazionale. Abbiamo chiesto al Ministero del Lavoro la convocazione al più presto di un tavolo per mettere in sicurezza i lavoratori con strumenti opportuni". Contemporaneamente, però, Capobianco rimarca la necessità "di dare impulso a una seconda fase dell'Accordo, attraverso l'ampliamento, previsto dall'Accordo stesso, del numero di aziende interessate a investire in provincia. Numerose aziende, infatti, hanno già fatto richiesta di partecipazione al bando per il Contratto di Programma regionale". Confindustria Caserta – ricorda l'assessore – ha già effettuato uno screening di altre realtà imprenditoriali che hanno manifestato il loro interesse a diventare motori dello sviluppo di Terra di Lavoro". Da parte sua, infatti, Confindustria ha fatto presente "l'interessamento e forse l'adesione al progetto di settori tecnologicamente avanzati e ecocompatibili". Piena disponibilità al raggiungimento di un comune obiettivo anche da parte dell'Asi Caserta che ha evidenziato la piena apertura ad attivare le procedure necessarie per "mettere a disposizione le aree su cui far ricadere gli investimenti". "Tutto ciò – evidenzia la Cgil – è frutto di un lungo lavoro sinergico che ha visto fianco a fianco governo, regione, forze rappresentative del mondo delle imprese, i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori. Dunque, una pioggia di soldi che potrebbe riattivare un ciclo positivo per i livelli occupazionali della provincia con la possibilità di un aumento di circa 164 addetti, ai quali si andrebbero ad aggiungere circa 200 all'interno dell'indotto". L'accordo di programma siglato nell'aprile scorso mette in campo complessivamente 200 milioni di euro per il rilancio economico, la riconversione e la riqualificazione produttiva dell'area di Caserta. I finanziamenti arrivano per 50 milioni dal ministero, altri 50 sono a carico della Regione Campania ed altri 100 milioni sono messi dalle imprese che hanno già aderito al progetto attraverso il consorzio Socratis. |
CI RISIAMO????? ADESSO I FONDI CI SONO I PARACADUTI PURE,,,,,,,VEDIAMO QUANTO TEMPO DEBBA ANCORA PASSARE........
ADESSO SI DOVREBBE FARE MOBILITAZIONE GENERALE BEN ORGANIZZATA SINDACALMENTE PER DIRE .....ADESSO NON ACCETTIAMO PIU' SCUSE E PERDITE DI TEMPO......VOGLIAMO SAPERE QUESTI SOLDI DOVE VANNO E SOPRATTUTTO TORNARE A LAVORARE E MAGARI VEDERE IN GALERA COLORO CHE CI HANNO RIDOTTO IN QUESTO STATO!!!! MA TANTO "LORO" SI SALVANO SEMPRE!!!! | |
September 30 Alla Ducati di Bologna Pausa caffè col timer in fabbrica BOLOGNA — Tic, tic, tic... Luce rossa. Stop. Niente caffè. La macchinetta erogatrice smette di erogare, sarà per la prossima volta. Funziona così in una delle aziende storiche di Bologna, la Ducati Energia. Per riuscire a farsi un caffè, bisogna essere una sorta di centometrista, una via di mezzo tra Bolt e Mennea. Ogni macchinetta, infatti, è stata munita di un timer che, spaccando il secondo, cronometra il tempo di sorsata dei dipendenti. Il limite è inderogabile: 10 minuti. Dopodiché, la macchina si spegne. Considerando che i lavoratori della Ducati Energia sono poco meno di 300, è inevitabile che molti di loro restino a bocca asciutta. Non è dato sapere se l'introduzione del timer ha davvero contribuito, com'era nei propositi dell'azienda, a ridurre le perdite di tempo da parte dei lavoratori con conseguente aumento della produttività. Di sicuro però ha regalato una folata di notorietà alla Ducati Energia, finita nel mirino del capogruppo di Rifondazione, Roberto Sconciaforni, che ieri in consiglio comunale ha parlato di «lavoratori umiliati». La Ducati Energia, che produce condensatori e generatori, appartiene a Guidalberto Guidi, ex vicepresidente di Confindustria e padre di Federica, al vertice dei Giovani Industriali. I rapporti con i sindacati sono tesi, tira aria di scioperi. La Fiom ha manifestato timori per la politica di delocalizzazione dell'azienda e per la progressiva riduzione di personale. In questo clima, ecco comparire l'annuncio del timer. Spiega la delegata Fiom, Raffaella Fughetti: «Ogni turno di lavoro ha i suoi 10 minuti di caffeina: 9.30-9.40, 17-17.10, 00-00.10». Chi ha l'orologio indietro, è perduto Fonte www.corriere.it Oramai non sanno più cosa inventarsi……per aumentare la produttività……….Non bastava il grande concetto della flessibilità….sugli orari…che non è altro il classico STRAORDINARIO che una volta veniva pagato profumatamente……Poi ci fu la riforma che prevedeva….in cambio dello straordinario …un monte ferie…che spesso però veniva gestito dalla AZIENDA stessa!!! Che grande invenzione vero??? Oggi non si tende più a lavorare 8 ore….bisogna produrre sempre di più la concorrenza è spietata….e varie menate del cavolo!!! Intanto lo stipendio è sempre lo stesso anzi……Oggi devo annullare la mia vita per l’azienda…….le devo essere grato perché mi da un lavoro!!! Mi fa lavorare 10 12 ore ma nell’ottica della crescita professionale e ed economica …..forse!!!! Poi c’è il concetto del lavoro ad oltranza……non si ammette più la stanchezza….dobbiamo essere BIONICI!!! Una volta lavorare in fabbrica era un’ ambizione…..Oggi è una PUNIZIONE!!!!!
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